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FELIX
No, mi dispiace, questo non è possibile. Io non opero mai personalmente. mi aveva risposto in modo perentorio la signora e padrona alla mia richiesta di essere castrato da lei, con le sue mani. In quel momento il mondo intero mi era franato addosso, insieme a tutte le aspettative che avevo coltivato in quelle settimane. Tutto era iniziato la sera in cui ero entrato in quel bar e avevo incontrato la donna che era destinata a diventare la mia padrona e alla quale avevo liberamente deciso di sacrificare e donare la mia virilità. Il suo seducente modo mi fare mi aveva immediatamente conquistato e avevo accettato la proposta di concludere la serata nella sua casa di campagna che raggiungemmo in auto. Il cancello ci fu aperto da un uomo di bassa statura, dalla corporatura tozza e dallaspetto villoso, che la signora mi presentò come Felix, il suo aiutante, giardiniere e tuttofare. Mi colpì lo sguardo dintesa che si scambiarono i due mentre passavamo dal garage ad un ampio locale dove erano sistemate quattro robuste gabbie di ferro. Tenete degli animali qui dentro? domandai incuriosito. Ti spiegherò poi. mi rispose la signora. Salimmo in camera da letto e ci abbandonammo a un lungo amplesso, al termine del quale la signora mi fece un inatteso discorso. Ti devo informare che io ho una concezione molto particolare dei rapporti tra uomini e donne. Ritengo che i maschi siano esseri inferiori, più dannosi che utili, e che le donne abbiano diritto di limitare i danni che i maschi possono provocare castrandoli, privandoli di quelle ghiandole che determinano la maggior parte dei loro atteggiamenti e comportamenti negativi. Tutti gli uomini che sono passati nel mio letto sono stati in seguito castrati e tu non farai eccezione. Ti lascio però la libertà di scegliere tra due possibilità. Ero sbalordito da quel discorso e con un filo di voce domandai: Cioè quali possibilità? La prima riguarda i pochi maschi che accettano la mia decisione e che si dimostrano collaborativi. Essi hanno la possibilità di rinviare di qualche settimana loperazione e in questo periodo possono vivere vicino a me e partecipare a un percorso di formazione intensivo che li conduce ad accettare, capire e a volte addirittura desiderare di essere castrati. Laltra possibilità riguarda i maschi che rifiutano la mia decisione e pensano di potersi ribellare alla mia volontà. Essi vengono rinchiusi nelle gabbie che hai visto prima e vengono castrati con la forza. Cè ancora una possibilità potrei fuggire potrei uscire da questa stanza e da questa casa, arrampicarmi sul muro di cinta o sul cancello e scappare. risposi con apparente sicurezza, mentre un oscuro presagio mi diceva che la mia sorte era segnata. Sì, potresti provare. mi rispose ridendo la signora In effetti qualcuno ci ha provato, ma ti posso assicurare che nessuno è mai riuscito a portare i testicoli in salvo al di là di quel muro. Io ti consiglio di non provarci e di scegliere la prima possibilità. Facciamo così, visto che mi sembri un uomo ragionevole, ti faccio rinchiudere nella gabbia per le prossime 24 ore, durante le quali avrai tempo per prendere la tua decisione. In gabbia?! esclamai sorpreso. Certo, in una delle gabbie che hai visto prima. Adesso Felix verrà a prelevarti e ti condurrà sotto. Ti consiglio di non ribellarti perché è un uomo molto pericoloso e potrebbe farti veramente male. La signora premette un pulsante e dopo un attimo comparve luomo che avevo incontrato allarrivo. Portalo giù e mettilo in una gabbia. gli ordinò la signora. Felix rispose con un cenno del capo e un ghigno di feroce soddisfazione che mi tolse ogni velleità di ribellione, anche per la forza prodigiosa che sentii nella presa con cui mi afferrò il braccio destro. Mi condusse al piano di sotto e mi rinchiuse in una delle gabbie di ferro, dove trascorsi 24 ore senza ricevere visite, con solo una ciotola di acqua e un pezzo di pane. In quelle 24 ore ebbi il tempo di pensare alla mia sorte. Dapprima maledissi il momento in cui ero entrato in quel bar e avevo incontrato quella donna, ma a poco a poco cominciai a vedere la situazione in modo diverso. La solitudine mi fece riemergere una vecchia fantasia giovanile in cui sognavo di essere castrato da una donna che assomigliava moltissimo per laspetto e per i modi decisi alla padrona di casa. Immaginavo di essere sul mio letto, nudo e legato con le gambe spalancate, poi la porta si apriva ed entrava una signora più matura di me che indossava solo calze nere sorrette da un reggicalze dello stesso colore. Avanzava verso il letto su cui ero coricato, con il torace bloccato da una cinghia, le caviglie fissate con delle corde alla struttura metallica, e mi diceva: Ho avuto lordine di castrarti. Se vuoi farti una sega ti do cinque minuti, poi ti farò smettere di sborrare, per sempre. Spinto da quelle parole mi masturbavo furiosamente davanti alla signora che apriva davanti a me il boschetto di peli scuri per mettere in mostra le labbra della figa e arrivavo a produrre abbondanti schizzi di sperma. Subito dopo la donna si chinava su di me, apriva con una lama affilata lo scroto, mi asportava i testicoli e si allontanava con il suo trofeo dopo avermi detto: Senza di questi non potrai più sborrare. Luccellino ti servirà solo più per fare la pipì. Il ricordo di quella fantasia giovanile mi provocò una robusta erezione. Estrassi il membro dai pantaloni per masturbarmi e nel giro di pochi secondi eiaculai lunghi schizzi di sperma che fuoriuscirono attraverso le sbarre della gabbia e ricaddero sul pavimento della stanza. Non volendo lasciare traccia di quella abbondante eiaculazione, sporsi un braccio al di fuori della gabbia e asciugai con un fazzoletto le gocce di sperma. Poi riflettei sullintensità dellorgasmo che mi aveva provocato il ricordo della fantasia giovanile e mi resi conto che era stata la fortuna a farmi incontrare quella donna e a darmi loccasione per realizzare un sogno che mi ero portato dentro per tutta la vita. Presi una ferma decisione e quando la signora si presentò davanti alla gabbia, allo scadere delle 24 ore, le dissi senza alcuna esitazione che avevo deciso di seguire il suo percorso di formazione, fino alle estreme conseguenze. La signora sorrise, forse un po sorpresa per la mia improvvisa conversione, e mi disse: Molto bene, hai fatto la scelta giusta, quella che ti consentirà di risalire al piano superiore e trascorrere i prossimi giorni con me. Felix, che non avevo ancora sentito pronunciare una parola (in seguito appresi che era muto dalla nascita), aprì la porta della gabbia con aria contrariata. La signora mi condusse nella sua stanza da letto e mi ordinò di spogliarmi. Cominceremo subito con la prima lezione. mi disse. E iniziò a spiegarmi la teoria a cui aveva accennato la sera precedente. Al centro della razza umana, anzi di tutte le razze animali e vegetali del pianeta, lei metteva il genere femminile. Sono le femmine mi spiegava le vere regine della natura. Sono loro che ricevono un piccolo seme e sono in grado di trasformarlo in un essere vivente. Sono loro che sono in grado di portare a termine lunghe gravidanze, di partorire, di allattare, di allevare i piccoli e di svolgere una quantità di occupazioni indispensabili alla riproduzione della specie. I maschi sono secondari, puramente accessori. Il loro ruolo si limita alla produzione di poche gocce di seme. Prova a pensare: se ci fossero in unisola deserta un maschio e cento femmine, la specie avrebbe molte probabilità di riprodursi e sopravvivere. Le poche gocce di seme del maschio, un maschio valido naturalmente, sarebbero sufficienti per ingravidare le femmine e loro sarebbero in grado di allevare e accudire i piccoli e creare una società armonica. Ma se nellisola ci fossero cento maschi e una femmina sola, le cose cambierebbero. Le possibilità di riproduzione sarebbero molto più limitate e i maschi finirebbero per dare sfogo a tutta la loro naturale aggressività. Daltra parte, i contadini conoscono questa verità da secoli. Quante femmine e quanti maschi puoi vedere in una stalla, un ovile, un pollaio? Il contadino tiene un centinaio di mucche che gli danno latte e vitelli e un solo toro, al massimo due, per produrre il seme. Gli altri li castra, elimina la causa della loro aggressività e li rende docili e adatti per lingrasso o per il lavoro. E così fa lallevatore delle pecore che castra i maschi e tiene un ariete nel gregge, o quello dei maiali che lascia un solo verro tra le sue scrofe. E così fa lallevatore di polli che tiene tra le galline che producono le uova un solo gallo e trasforma in capponi gli altri maschi. E un processo naturale, lo vedi bene, si tratta solo di applicarlo anche al genere umano. Ed è quello che io cerco di fare nel mio piccolo, castrando tutti i maschi che entrano in questa casa. Anche Felix è castrato? domandai. No, lui no. E lunico maschio integro. Per me è come il toro nella stalla. Lunico a cui consento di continuare a produrre seme. E, ti devo dire la verità, - aggiunse ridendo la signora - ne produce in grande quantità. E come un animale, un toro o un ariete sempre pronto alla monta. Alla monta?! domandai incredulo al pensiero che la signora potesse avere rapporti con quella specie di animale peloso. Sì, proprio così. Lui è il fedele esecutore dei miei ordini. Non discute mai, anche perché non è in grado di parlare; per me è un aiutante molto prezioso e io lo premio dandogli la figa, anche due o tre volte al giorno. E il solo modo per contenere la sua potenziale aggressività, per placare i suoi istinti un po bestiali. Bene, per oggi la lezione è finita. aggiunse la signora Adesso leccami bene la figa, dimostrami che hai capito le cose che ti ho spiegato sulla superiorità del genere femminile. La signora si abbandonò sul letto allargando le cosce e io mi tuffai con le labbra e la lingua sul suo sesso riuscendo a portarla in poco tempo al piacere. Il giorno dopo riprendemmo il corso di preparazione. La signora si sistemò a gambe larghe sul letto e mi ordinò di esaminare con cura la sua vulva e la sua vagina. Hai visto, - mi spiegò poi la figa è un fiore meraviglioso. E morbido, è umido, è profumato. E la vera sede della potenza sessuale. Voi maschi siete convinti che la potenza risiede nelluccello e nei coglioni, ma non è così. Il vostro uccello ha una potenza molto limitata. In gioventù, nel periodo migliore, è in grado di raggiungere lerezione e di eiaculare il seme tre, quattro, cinque volte al massimo per giorno. E col passare del tempo le sue capacità tendono a diminuire. La figa, invece, è sempre ricettiva. Una femmina può avere innumerevoli rapporti in un giorno, anche a distanza ravvicinata. Una femmina potrebbe soddisfare anche decine di maschi in un giorno, basta pensare al lavoro delle prostitute. Un maschio non potrebbe assolutamente reggere quel ritmo. E la figa la sede della potenza orgasmica. La natura ha dato alle femmine una fortissima spinta in questa direzione per compensare gli altri fardelli che ha affidato loro. I maschi, nel corso dei secoli, hanno cercato di ribaltare la situazione ponendo al centro la loro potenza sessuale, ma adesso è venuto il momento di ristabilire la verità. Diffondendo la castrazione maschile, le femmine torneranno ad occupare nella società il posto di supremazia che loro compete. Hai capito questi concetti? Sì, ho capito. Risposi convinto. Bene, allora datti da fare e leccami bene il fiore femminile. Il terzo giorno la signora dedicò la lezione a spiegarmi come la storia avrebbe avuto uno sviluppo molto diverso se si fosse applicata e diffusa la tecnica della castrazione in larga scala, come nelle stalle dei contadini. Pensa a quanti delitti, omicidi, stupri, assassini, guerre ha causato laggressività maschile. Eppure sarebbe bastato un piccolo taglietto qui sotto mi disse toccando con la mano la parte bassa del mio scroto e tutto sarebbe cambiato. Se un mostro come Hitler fosse stato castrato in gioventù, lumanità si sarebbe risparmiata un sacco di lutti e di tragedie. Sei daccordo? Sì, sono affascinato dalle tue teorie. risposi convinto E sono contento di poter seguire questo percorso con te. Molto bene. commentò la signora Devo riconoscere che sei uno dei miei discepoli migliori. Ne ho avuto solo un altro come te. Hai castrato anche lui? domandai. Sì, lho fatto castrare alla fine del percorso di formazione. Mi è spiaciuto un po perché poi è cambiato. In che senso? domandai ancora. Si è impigrito. Non provava più interesse per i miei discorsi. Tendeva a ingrassare e immalinconire E allora? Ho dovuto affidarlo alle cure di Felix. mi rispose la signora in modo evasivo. Cioè? Quali cure? Lo capirai a suo tempo. Ma adesso spiegami una cosa. A cosa pensavi quando ti sei masturbato nella gabbia dove ti avevo fatto rinchiudere? Io be veramente . Ma come hai fatto a saperlo? chiesi sorpreso. La signora rise del mio stupore. I locali al piano di sotto sono dotati di diverse telecamere collegate con la mia stanza. Di qua posso vedere e controllare tutto quello che succede. Guarda. La signora schiacciò un pulsante di un telecomando e sul grande schermo appeso al muro comparvero le immagini registrate del mio uccello che schizzava lunghi getti di sperma e del mio goffo tentativo di nasconderne le tracce pulendo il pavimento con il fazzoletto. Ti vergognavi di quella bella sborrata? mi chiese ridendo la signora Cosa aveva scatenato la tua eccitazione? Superando il primo momento di imbarazzo, le raccontai della mia fantasia giovanile con la signora dal reggicalze nero che entrava nella mia stanza. Bene. commentò la signora E una fantasia che potrà aiutarti nel momento decisivo, quando ti farò castrare. Ma come, non mi castri tu? Io vorrei che fossero le tue mani a togliermi le palle. E questo che desidero. No, mi dispiace, questo non è possibile. Io non opero mai personalmente. mi rispose in modo perentorio la signora gelando le mie aspettative. Ma allora chi ? domandai mentre un orribile presagio si faceva strada dentro di me. Ti farò castrare da Felix. mi rispose la signora E lui il mio fedele esecutore. E uno dei premi che gli concedo per la sua devozione. Nooooo! Da Felix no! Non voglio! Non accetto! Laccordo non era questo! Accordo? Quale accordo? ribatté la signora Non cera nessun accordo. Io ti ho scelto in quel bar e ti ho portato qui per castrarti. Tutto qui. Nessun accordo. Ti prego, ti prego, mia signora e padrona. Io ho seguito il tuo insegnamento e ho condiviso i tuoi principi fino in fondo. Accetto, anzi desidero di essere castrato, ma ti supplico di farlo con le tue mani. Mi dispiace. ribatté ancora una volta la signora Io non castro mai. E un compito che lascio a Felix. Ti supplico signora, aiutami a realizzare la mia fantasia. Castrami con le tue mani. Basta così! mi interruppe la signora Siete tutti uguali voi maschi. Pensate che noi donne siamo lo strumento del vostro piacere e della realizzazione delle vostre fantasie. Ma non è così. Siete voi che dovete tornare a essere lo strumento del nostro piacere. Domani stesso ti condurrò nel sotterraneo e ti farò vedere come castra Felix. Nella realtà, non nella fantasia. Il mattino seguente scendemmo nella sala delle gabbie di ferro dove ci stava aspettando Felix. Era completamente nudo ed esibiva senza pudore il corpo villoso e i generosi organi genitali di cui era dotato. In ognuna delle quattro gabbie era rinchiuso un prigioniero, evidentemente un uomo che era stato attirato come me nella casa della signora e che probabilmente aveva rifiutato la scelta del percorso di formazione. Ne farò castrare uno oggi. Puoi sceglierlo tu. Mi disse la signora. Ma io veramente non balbettai. Non te la senti di scegliere e di decidere la sorte di uno di questi prigionieri? Allora farò castrare te! mi disse la signora. No, no. Scelgo questo. risposi prontamente indicando il maschio che mi sembrava più forte e robusto. Pensavo in quel modo di poter mettere in difficoltà il piccolo Felix, ma non aveva ancora unidea precisa della forza sovrumana di quella creatura mostruosa. Al cenno della padrona, Felix aprì la gabbia e luomo si lanciò fuori tentando di aggredirlo. Nei minuti seguenti potei constatare la forza e la brutalità di quellessere peloso che la padrona stessa aveva paragonato a un animale. In un attimo abbatté a terra il maschio che aveva tentato di assalirlo. Gli fece passare una corda intorno al collo, poi lo afferrò per i capelli e per un braccio e lo trascinò con facilità, nonostante fosse piuttosto robusto e pesante, verso la saletta destinata alla castrazione. Sempre tenendolo per i capelli premette il viso verso terra e legò la corda a un anello fissato nel muro. Luomo si trovò bloccato in posizione carponi, come un animale legato nella stalla. Felix si spostò verso la parte posteriore e mentre faceva questo movimento mi accorsi della robusta erezione del suo uccello. Era un membro tozzo, come il suo padrone. Non molto lungo ma molto grosso e rigido. Felix si inginocchiò alle spalle della sua vittima, con la saliva ne lubrificò lano e subito lo penetrò con colpi vigorosi che fecero gemere il poveretto. Eiaculò nelle viscere della vittima che io stesso avevo scelto e subito dopo con un coltello affilato lo castrò in quella posizione, da dietro, come un animale. Hai visto? mi disse la signora In fondo è una cosa rapida. Non si tratta di una sofferenza prolungata. Dal momento in cui apre la gabbia al momento in cui gli stacca i testicoli non trascorrono mai più di pochi minuti. E terribile. mormorai E un selvaggio. Non voglio essere castrato in quel modo. E il tuo destino. Ora che lo sai puoi prepararti in maniera adeguata. Ma adesso andiamo nella mia camera: sono molto eccitata e ho voglia di farmi leccare la figa. Salimmo in camera da letto, la signora si sdraiò a gambe larghe e mi fece cenno di inserirmi tra le sue cosce. Mi eccito da pazzi quando vedo castrare un maschio. Di solito non scendo sotto, sto qua sul letto e guardo la scena sullo schermo, così posso vederla da diverse angolazioni e posso rivedere tutti i replay che voglio. Nei giorni seguenti riprendemmo le lezioni. La signora mi fece vedere numerosi filmati di castrazione di animali sottolineando la saggezza dei contadini e arrivò il momento in cui mi disse che avevo terminato il percorso di preparazione e mi chiese se ero pronto per loperazione. Sì, mia signora. risposi con sincerità Mi sento pronto, ma vorrei ancora rivolgerti la preghiera di evirarmi con le tue mani. E il mio desiderio più grande. Non è possibile. ribatté seccamente te lho già detto e non voglio più tornare su questo argomento. Da oggi tieniti pronto per loperazione. Dal modo in cui la signora mi aveva parlato, pensai che loperazione fosse imminente. Invece trascorsero diverse settimane, durante le quali la signora mi faceva regolarmente salire sul suo letto per farsi leccare ed accarezzare, oppure per farmi semplicemente ascoltare la ripetizione delle sue teorie sulla superiorità femminile. Io cercavo di dare soddisfazione a tutti i suoi desideri, nella speranza che potesse mutare opinione rispetto alla mia richiesta, e già cominciavo a nutrire qualche timida speranza. Fui quindi raggelato dalle parole che mi rivolse una sera la signora: Ti farò castrare domani! Rinchiuso nello stanzino dove la signora mi sistemava quando non aveva bisogno della mia presenza, trascorsi una notte da incubi immaginando la violenza con al quale Felix mi avrebbe sodomizzato prima di castrarmi. Il mattino successivo fu lui stesso a venirmi ad aprire e a farmi segno di presentarmi nella stanza della signora, che mi stava aspettando coricata nel suo ampio letto, completamente nuda, le gambe spalancate e la figa umida e lievemente aperta. Guarda che meraviglia! mi disse E il fiore più bello che esista al mondo. Riempi il suo calice col tuo seme! Non me lo feci ripetere due volte, leccai le morbide labbra della vulva che mi offriva e la penetrai fino in fondo. Pochissimi maschi hanno avuto la fortuna di sborrare due volte nella mia figa. E un privilegio straordinario, te ne rendi conto? Feci cenno di sì con la testa, continuando a muovermi dentro di lei. Allora riempila bene, è la tua ultima possibilità. Tra pochi minuti ti farò castrare e tutto sarà finito. Per sempre. Sì, ma io vorrei cercai di avanzare ancora la mia richiesta, ma la signora me lo impedì lanciandomi uno sguardo severo e portando il dito alle labbra. Ssstt! Silenzio! Non voglio sentire quel piagnucolio. Pensa a fare il maschio e a sborrarmi dentro. Obbedii ai richiami della signora ed esplosi in una lunga eiaculazione Appena ebbi terminato, la signora suonò il campanello a lato del letto e comparve Felix. Portalo giù! le ordinò. No, mia signora, non voglio essere castrato così, ti prego! cominciai a gridare afferrandomi ai bordi del letto. Ma subito sentii sulle braccia e le gambe la presa ferrea di Felix che mi strappò letteralmente dal letto e mi scaraventò a terra. Tentai ancora di aggrapparmi alle gambe del letto e dei mobili, ma già Felix mi stava afferrando per un braccio per i capelli e mi trascinava senza pietà sul pavimento. Lanciai ancora unultima supplica alla signora: ti prego, ti supplico, castrami tu! Ma mi accorsi che si stava accarezzando in modo concitato il sesso peloso, sicuramente eccitata dal mio tentativo di ribellione. Incurante delle mie urla, Felix mi trascinò giù per le scale, mi infilò nella stanza utilizzata per le operazioni, mi fece passare una corda attorno al collo e mi legò ad un anello nel muro, lasciandomi nella posizione carponi. Lo sentii armeggiare dietro di me, passarmi una mano bagnata di saliva sullano e penetrarmi con forza. Montato come un animale, sentivo i colpi decisi del suo uccello dentro le mie viscere e fui costretto a ricevere il copioso getto del suo seme caldo. Mi aspettavo di sentire da un secondo allaltro la lama del coltello sul mio scroto e fui quindi sorpreso quando Felix mi slegò dalla scomoda posizione e mi fece sdraiare sulla schiena su un piccolo letto, simile a quello degli ambulatori medici. Divaricò le mie gambe, si infilò in mezzo e di nuovo mi penetrò mentre con una mano teneva stretto il mio uccello, come se fosse la maniglia di un oggetto che stava usando. Questa volta potevo vederlo in faccia e osservare il ghigno sul suo viso, un ghigno di soddisfazione che si allargò ancora di più quando si accorse che dal mio uccello, che continuava a tenere saldamente in mano, partirono ripetuti schizzi di sperma che ricaddero sulla mia pancia e che si mischiarono con quelli che lui stesso lanciò addosso a me al momento dellorgasmo. Anche questa volta mi preparai a sentire la lama del coltello, ma ancora una volta la mia paura risultò vana. Felix richiuse la porta e se ne andò lasciandomi stupito per il modo in cui si erano svolti i fatti. Per diversi giorni mi tenne rinchiuso in quel piccolo locale. Due o tre volte al giorno entrava per portarmi il cibo e ogni volta approfittava di me a suo piacimento, sborrandomi in bocca, nel culo o schizzandomi addosso gli abbondanti getti del suo tozzo uccello. Dopo circa una settimana comparve portando degli indumenti femminili che mi fece cenno di indossare mentre mi consegnava un foglio scritto a mano. Era una breve comunicazione della signora: ho deciso di dare un premio a Felix e di regalarti a lui. Sarà lui a decidere come, quando e dove dovrai essere castrato Nel frattempo dovrai eseguire tutti i suoi ordini, compreso quello di vestirti da donna con gli abiti che mi ha chiesto e che ti ho mandato. Sconcertato da quel messaggio, indossai senza fiatare il reggicalze nero, le mutandine e il reggiseno di pizzo, mi infilai la corta minigonna che Felix mi porgeva e la camicetta quasi trasparente. Poi lo seguii in unaltra zona della casa: era un piccolo alloggio che la signora aveva riservato al suo fedele servitore e in quel locale rimasi rinchiuso per diverse settimane, aspettando il ritorno dal lavoro di quello che era diventato il mio padrone. Da quando avevo iniziato a indossare gli abiti femminili, Felix era diventato un po meno violento e sprezzante con me, anche se non mancava mai di irrorarmi, dentro e fuori, con i getti del suo uccello. A volte sembrava perfino assumere unespressione dolce, quando si infilava tra le mie gambe, mi accarezzava i testicoli, mi leccava luccello, mi baciava le cosce. Ero sempre più perplesso per il suo comportamento e continuavo ad aspettarmi di essere castrato da lui, nella maniera brutale che avevo visto usare con la vittima che io stesso avevo scelto. Un mattino Felix, dopo avermi costretto a raccogliere una lunga eiaculazione in bocca, mi legò sul letto a gambe divaricate, bloccandomi il torace con una robusta cinghia di cuoio. Poi uscì dallalloggio e per circa unora rimasi da solo, aspettando di vederlo entrare da un momento allaltro con il coltello in mano. Improvvisamente sentii dei passi leggeri nella stanza vicina ed entrò una signora che indossava solo il reggicalze che sorreggeva un paio di calze nere. Si avvicinò al letto sul quale ero legato e mi disse: Ho avuto lordine di castrarti. Se vuoi farti una sega ti do cinque minuti, poi ti farò smettere di sborrare, per sempre. Ero sbalordito. Era lo stesso personaggio e le stesse parole della fantasia giovanile che avevo raccontato alla signora. Non stetti a pormi troppe domande perché subito mi resi conto che non era uno scherzo, che quella donna era venuta veramente per castrarmi. Con la mano libera afferrai luccello e mi sparai la più irresistibile sega della mia vita. Sborrai a fontana e subito dopo mi rilassai accogliendo con un sospiro di soddisfazione le mani femminili che si avvicinavano al mio scorto, lo aprivano come un frutto maturo e ne estraevano i testicoli. Terminata loperazione, la signora avvicinò al mio viso il palmo della mano su cui aveva appoggiato i miei testicoli. Senza di questi non potrai più sborrare. mi disse ridendo - Luccellino ti servirà solo più per fare la pipì. Quelle parole non mi ferirono affatto, anzi mi fecero sentire soddisfatto: qualunque cosa potesse ancora accadermi, avevo evitato di essere castrato dalle manacce di Felix. Ma le sorprese non erano ancora finite. Appena la donna ebbe terminato il suo lavoro, la porta si aprì e comparvero Felix e la signora. Ti è piaciuta la sorpresa che abbiamo deciso di farti? mi chiese lei. S, è stato meraviglioso! esclamai Grazie! Ti ho visto dallo schermo di là. aggiunse la signora Ti sei fatto la sega più meravigliosa che abbia mai visto! Sì, è così. confermai con un sospiro Ho realizzato il mio sogno. Adesso però dovrai realizzare quello di Felix. mi disse la signora. Quale? domandai intimorito. Felix vuole trasformarti in una femmina, la sua femmina. La signora che ti ha appena castrato è una chirurga molto esperta. Sarai trasferito nella sua clinica privata, dove ti toglierà anche luccello e ti costruirà una vagina. Diventerai una donna, avrai il privilegio di entrare a far parte della razza superiore e quando ritornerai io ti unirò in matrimonio con Felix. E così fui trasferito in quella clinica dove mi venne asportato il pene e mi venne costruita una bellissima vagina tra le cosce. Due mesi dopo lasciai lospedale completamente trasformata. Avevo un corpo liscio e privo di peli, due bei seni rotondi, una vulva e una vagina perfette. Al mio ritorno la signora mi accolse con grandi feste e celebrò il rito del matrimonio con Felix che non vedeva lora di saltarmi addosso. Poi ci accompagnò verso il nostro appartamento per la nostra prima notte di nozze. Mi spogliai e mi sdraiai sul letto a gambe aperte e per la prima volta assaporai il cazzo dentro la mia figa nuova. Felix era talmente carico che mi sborrò dentro in pochi secondi. Ma si riprese subito. Sembrava un animale in calore: continuava a leccarmi le tette, la figa, le cosce, a penetrarmi e a sborrarmi dentro a ripetizione. A me quella furia selvaggia e un po animalesca non dispiaceva a affatto e mi godevo le nuove sensazioni di piacere. Da allora sono passati parecchi mesi. Ho stretto una grande amicizia con la signora. Lei è contenta di essersi liberata dellassillo di Felix e io sono ancora più contenta che lui dedichi tutte le sue energie a me. Ogni tanto se ne va al piano di sotto a castrare qualcuno dei prigionieri della signora e quando torna è in uno stato di eccitazione incredibile e sfoga su di me tutte le sue energie maschili. Negli ultimi tempi ho ricevuto lautorizzazione dalla signora di iniziare a cacciare le mie prede. Insieme trascorriamo le serate in locali delle città vicine e adeschiamo i maschi da portare nella casa in campagna. Il mio lo porto direttamente nel nostro appartamento. Mi godo le sue ultime e ignare eiaculazioni, poi entra in scena Felix. Con la sua forza sarebbe in grado di castrare qualsiasi maschio in meno di un minuto, ma io gli chiedo di fare le cose con calma. Mi piace vedere il maschio che si dibatte, che cerca di fuggire, che urla, supplica, piange e si contorce come un anguilla. Mi eccito terribilmente a quello spettacolo. E quando Felix finisce di staccargli i coglioni, io sono già sdraiata sul letto, a gambe larghe, e aspetto di ricevere le sue calde e abbondanti sborrate. Abbiamo sviluppato unintesa perfetta, ma sono io a prendere le decisioni. Sono io a decidere quanto può durare la mia preda. Di solito trattengo per alcuni giorni il maschio che ho attirato in casa e lo sfinisco a forza di ripetuti amplessi. Mi piace lasciarlo nella completa ignoranza di quello che sta per succedere. Mi godo le sue eiaculazioni e specialmente lultima che decido di concedergli. A quel punto chiamo Felix e davanti a lui informo il maschio della sua sorte imminente. Poi dico al mio uomo come procedere. A volte gli chiedo di essere rapido, mi piace vedere la prontezza con cui ribalta il maschio e gli apre il sacchetto in mezzo alle gambe. Altre volte gli chiedo di prolungare il mio piacere, di non esercitare tutta la sua forza e di lasciare alla vittima la sensazione illusoria di potersi ribellare, di poter sfuggire alla condanna. Felix mi chiede sempre lautorizzazione di sodomizzare il maschio prima di evirarlo. So che gli piace tantissimo montare da dietro il maschio che sta per castrare, ma io gli concedo poche volte di soddisfare il suo desiderio. Non voglio che sprechi le sue energie e il suo seme. Mi piace sentirmelo addosso subito dopo loperazione, sentire il suo cazzo duro dentro di me, sentire il getto di sperma del suo uccello. Quel getto che io non sono più in grado di fare perché lui stesso me ne ha tolto la possibilità ma che non rimpiango nemmeno. Mi piace essere diventata la sua femmina e ricevere il suo sperma dentro di me.
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