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IL MICROCHIP / 1
Le leggi imposte dal nuovo governo erano durissime e prevedevano la castrazione di massa degli individui di sesso maschile. Alletà di 14 anni essi venivano sottoposti ad una visita selettiva. Quelli che avevano idonee caratteristiche fisiche venivano avviati verso i centri di riproduzione: qui sarebbero stati allevati e cresciuti con cura e qui sarebbe stato raccolto ed utilizzato il loro seme. Agli altri maschi veniva invece applicato uno speciale microchip allinterno del pene, in grado di tenere il conto delle eiaculazioni effettuate. Ogni microchip era impostato per un determinato numero massimo di eiaculazioni, raggiunto il quale diventava obbligatorio e immediatamente esecutivo lintervento di castrazione. Al momento dellimpianto nessuno poteva sapere quale fosse il numero di eiaculazioni consentito. Esso era stabilito in maniera casuale e il raggiungimento del limite massimo veniva segnalato da un segnale acustico e da una prolungata vibrazione del pene. Lunica cosa che si sapeva con certezza era che il limite minimo era fissato in cinquanta possibilità di emettere il proprio seme e il numero massimo poteva arrivare fino a cinquecento. Lintroduzione di questo sistema aveva determinato una strana situazione nei rapporti tra i due sessi. I ragazzi, terrorizzati da questo meccanismo e dalla prospettiva della castrazione, cercavano di evitare le eiaculazioni, mentre le ragazze manifestavano ampia disponibilità ai rapporti sessuali e sembravano particolarmente eccitate dallidea di portare un maschio allesaurimento della carica del microchip. Tra di loro si svolgeva una sorta di gioco sadico, una competizione a chi riusciva a far suonare più spesso il segnale e a condurre più maschi alla castrazione. Questa competizione era stimolata dalla diceria che le vibrazioni prodotte artificialmente nel pene dei maschi al momento dellultima eiaculazione erano in grado di provocare un orgasmo femminile particolarmente intenso. Anche per me, dopo che avevo subito lintervento obbligatorio per linserimento del microchip, era cominciato il terrore. Le spinte ormonali mi dirigevano verso la masturbazione e più tardi verso i rapporti con le ragazze, ma la paura di essere precocemente castrato condizionava il mio comportamento. Alletà di venti anni avevo incontrato Flavia, una bella ragazza dai lunghi capelli neri. Mi sentivo attratto da lei e desideravo avere rapporti completi, ma, come ho detto, ero condizionato da quella faccenda del microchip. Avevo affrontato la questione con lei e avevo cercato di convincerla a praticare delle forme di sesso basate soprattutto sulle carezze, ma la sua risposta era stata molto esplicita. Tu mi piaci, - mi aveva detto e non vorrei farti del male. Ma io sento molto il bisogno del maschio e del rapporto completo. Non posso farne a meno. E la natura femminile che mi spinge a desiderare di avere il tuo cazzo dentro di me. Non puoi chiedermi di rinunciare a questo. Ma sai che cosa significa per me avevo provato ad obiettare. Sì, lo so. mi aveva risposto Flavia Purtroppo la legge è quella e non possiamo farci nulla. Possiamo solo sperare che il tuo microchip sia ben carico! Ma io sono preoccupato: in tre mesi che ci frequentiamo sono già arrivato a più di cento! E colpa tua! mi aveva risposto ridendo Flavia E perché hai sempre voglia di fare lamore con me Vuoi sempre mettermi luccello dentro Vuoi sempre sborrare nella mia figa No, non è vero - avevo cercato di obiettare Sei tu che vuoi sempre No, no. Non dire bugie, sei tu che vuoi metterlo nella figa. Guarda come è bella Mentre parlava, Flavia si era spogliata e si era sdraiata sul letto a gambe larghe, offrendomi il panorama del suo sesso peloso. Non potevo resistere a quel meraviglioso spettacolo. In un attimo mi ero infilato tra le sue cosce e avevo fatto scivolare luccello turgido tra le labbra della figa umida e accogliente. Lo vedi che sei tu. mi sussurrava nelle orecchie mentre mi stringeva con forza a sé. Sei tu che non puoi farne a meno. Che non riesci a resistere al tuo istinto di maschio e che vuoi sempre mettermelo dentro Sì, è vero. avevo risposto - Mi piace tanto penetrarti, ma potremmo cercare di fermarci prima di No, no, ti prego, non fermarti. mi aveva supplicato Flavia continuando a baciarmi e ad accarezzarmi Lasciati andare. Voglio sentirti partire dentro di me. E così anche quella volta non avevo potuto resistere ed ero esploso in una lunga eiaculazione che mi aveva lasciato completamente esausto. Sei un birichino. aveva commentato Flavia alzandosi dal letto sul quale giacevo sfinito e sorridendomi maliziosamente Non ti fermi davanti a niente! Latteggiamento di Flavia mi suscitava perplessità. Da un lato sembrava che mi volesse bene, che fosse veramente affezionata a me, ma dallaltro ero stupito dal modo in cui cercava di portarmi alleccitazione, senza tenere in alcun conto il grosso rischio che io stavo correndo e che aumentava ogni giorno di più. Facevamo lamore quando lei veniva a casa mia, anche due volte al giorno, e in pochi mesi ero arrivato a più di cento eiaculazioni. Mi sembrava di essere diretto a grande velocità verso il baratro, ma mi rendevo conto che non potevo in nessun modo oppormi al mio destino. Ogni volta che Flavia allargava le cosce e mi mostrava la foresta di peli scuri, sentivo che non avrei potuto frenarmi e avrei finito per riempire del mio seme la sua deliziosa fichina, forse per lultima volta. E lultima volta arrivò in un pomeriggio in cui Flavia, ancora una volta, si era spudoratamente spogliata ed esibita davanti a me. Lavevo subito penetrata e stavo combattendo la mia solita battaglia destinata allennesima sconfitta. Flavia mi accarezzava, mi baciava, mi invitava a riempirla del mio seme e anche in quella occasione non riuscii a resistere. Sentii ancora una volta lo sperma che saliva e iniziai a sborrare, ma improvvisamente mi resi conto con orrore che il mio uccello aveva preso a vibrare in maniera insolita, mentre un suono acuto che proveniva dai nostri ventri uniti si diffondeva nella stanza. Oh no! esclamai terrorizzato Abbiamo fatto suonare il microchip. Sono rovinato! Flavia sembrava non rendersi conto di quello che stava succedendo. E stato bellissimo. mormorava con aria trasognata E stato bellissimo. Ho sentito il tuo uccello vibrare: mi hai fatta godere in maniera fortissima! Ma non ti rendi conto di quello che è successo?! esclamai sbalordito dalla sua reazione. Sì, mi rendo conto, è stato bellissimo continuava a mormorare lei. Ma io sarò castrato! Non lo capisci?! Sì, sì, lo capisco. Ma non ti devi preoccupare per questo Ma come, non mi devo preoccupare. Abbiamo fatto suonare il microchip e io non mi devo preoccupare? Lo sai, è la sorte di tutti i maschietti. Prima o poi doveva capitare. E stato bellissimo! Ma cosa ci trovi di bello! Allora non mi vuoi bene! Ma sì, ma certo che te ne voglio. mi rispose Flavia che sembrava finalmente emergere dallo stato di abbandono in cui era precipitata Però lo sapevamo che prima o poi sarebbe capitato. Lo sapevi anche tu, no? In fondo è solo una piccola operazione, non cambia niente. E poi non ti faranno neanche male Ero sconfortato dalla situazione e dallatteggiamento di Flavia. A proposito, - mi disse improvvisamente lei questa sera faremo la festa. Inviterò le amiche. Quale festa? domandai perplesso. Ma come, non lo sai? Quando suona un microchip si fa sempre una festicciola, una cosina tra amiche Una festicciola?! domandai sempre più incredulo Io sto per essere castrato e tu organizzi una festicciola? E così, è lusanza. mi rispose lei Vedrai che sarà divertente anche per te. Ascoltami, Flavia. In questo momento non penso proprio a divertirmi. Cerchiamo di ragionare. Io voglio proporti questo: facciamo finta che non sia successo niente, manteniamo il segreto e continuiamo a fare lamore come prima Ma non si può! esclamò Flavia sorpresa dalla mia proposta Povero Cicci, i microchip sono collegati con una centrale operativa che viene subito informata con un segnale inviato dalle vibrazioni del pene. Da quel momento ci sono solo 24 ore di tempo per procedere alla castrazione. Allora non cè più nessuna speranza per le mie palle? mormorai deluso. Eh no, mi dispiace. Te lavevo detto di fare attenzione. Ma tu volevi sempre mettermi luccello dentro, volevi sempre sborrare dentro di me! Ma come io sei tu che protestai. Ssssttt! mi ingiunse Flavia Silenzio. Adesso mettiti a letto e riposati un po. Io intanto preparo per la festicciola. Ma comè questa festicciola? domandai sentendo salire il pianto dentro di me. Oh, è bellissima. mi rispose lei sedendosi sul letto al mio fianco e accarezzando con la mano il mio uccello moscio La tradizione vuole che la donna che ha fatto suonare il chip convochi tutte le amiche e presenti il suo maschietto, che ha diritto a scegliersi tra di esse una compagna per lultima scopata. Ma io non voglio scopare con unaltra. Voglio te, solo te! esclamai. Sì, piacerebbe anche a me. Ma la tradizione è questa. Dobbiamo rispettarla. E poi devi essere contento, sono tutte belle ragazze e potrai scegliere quella che ti piace di più! Adesso riposati, intanto che telefono alle amiche. Quella sera la casa fu invasa da amiche visibilmente eccitate dallevento che si stava per compiere. Una di loro tenne un breve discorso per celebrare limportanza delle leggi introdotte dal governo e consegnò a Flavia una medaglietta che la ragazza indossò subito con orgoglio. Non ebbi il tempo di interrogarmi sul significato di quel dono perché subito le ragazze si spogliarono e si misero in mostra davanti a me, per darmi la possibilità di scegliere la donna con cui trascorrere lultimo piacevole momento della mia virilità. Benché consapevole della drammatica svolta che attendeva la mia vita, non potei resistere alleccitazione di fronte allo spettacolo di tutte quelle splendide femmine nude. La subitanea erezione del mio uccello fu salutata con un lungo applauso dalle ragazze, ognuna delle quali cercava di attirarmi verso di sé. Tra di loro si trovava anche una donna più matura, la madre di una di loro, che esibiva un folto ciuffo di peli neri in mezzo alle cosce. Inizialmente mi sentii attirato proprio da quella foresta scura che mi ricordava tanto quello di Flavia, poi mi diressi verso una ragazza dai capelli rossi, più vecchia di me di qualche anno, che stava sdraiata sul divano a gambe larghe, mostrando una bella figa circondata da una peluria dello stesso colore dei suoi capelli. Scelsi lei e la mia scelta fu salutata con esclamazioni di disappunto delle altre. Sempre a lei tocca! Chissà cosa avrà di speciale che attira tanti i maschi! Se le gode sempre lei le sborrate più belle Intanto la ragazza, di nome Elvira, mi aveva fatto cenno di avvicinarmi. Dai, leccami un po la figa! mi aveva incoraggiato Poi ti faccio sborrare dentro! Ma è già suonato il microchip mormorai un po frastornato dalla situazione in cui i trovavo. Le ragazze intorno scoppiarono in una risata. Sciocchino, - mi disse Elvira afferrandomi per i capelli e spingendo il mio viso tra le sue cosce non sai che questa è la tua festa e che questo è il regalino per te? Eccitato dal profumo della vulva della ragazza la leccai a lungo, prima di penetrarla. Sì, così, è bellissimo - mi incitava lei tienimelo dentro tanto, è lultima volta che puoi farlo Cercai di resistere il più a lungo possibile, poi esplosi in una lunga eiaculazione che fu salutata da un grande applauso di tutte le donne presenti. Sei stato bravo. si complimentò Elvira raccogliendo con le dita il seme che colava abbondante tra le labbra della sua vulva Mi hai regalato una bellissima sborrata. Pensa che è stata lultima e che adesso ti portiamo al centro per la castrazione! Ma ormai è tardi sarà chiuso risposi, tentando di rinviare ancora quella che consideravo come una sorta di esecuzione. Eh no, carino, il centro non chiude mai. - mi rispose una delle ragazze facendomi con le dita il gesto delle forbici E sempre aperto e aspetta le tue palline. Ma io non voglio essere castrato! Ti prego, Flavia, aiutami! supplicai con un nodo alla gola. Oh no, non voglio essere castrato! ripeté la ragazza di prima facendomi il verso. Poi iniziò a correre da un angolo allaltro del salone buttandosi in ginocchio davanti alle amiche e fingendo di supplicarle: Vi prego, non castratemi! Voglio continuare a sborrare! Mi piace tanto sborrare nelle fighe non tagliatemi le palline! Mentre si svolgeva quella scena che sembrava divertire molto le ragazze, qualcuna di loro si avvicinava a me, mi mostrava la figa, la apriva davanti ai miei occhi e mi diceva: Guarda che bella! Perché non hai scelto questa? Altre invece si limitavano a sorridermi, a farmi con le dita il segno delle forbici e qualcuna si avvicinava addirittura per toccarmi i testicoli. Finalmente intervenne Flavia e pose fine alla festa. Adesso dobbiamo andare. Gli mettiamo lanello e poi lo accompagneremo al centro. A cosa serve questo anello? domandai preoccupato, mentre Flavia mi infilava un anello metallico intorno a una caviglia. E un sistema di sicurezza. mi rispose lei E un anello elettronico che invia dei segnali al centro di castrazione. Se tu cercassi di fuggire, scatterebbero subito le ricerche e ti troverebbero nel giro di pochi minuti. Quelle parole ebbero il potere di gettarmi nello sconforto e nella rassegnazione. Ci avviammo lungo le vie della città. Le donne che ci incontravano capivano subito il motivo dellallegria del gruppo delle ragazze intorno a me e le salutavano sorridendo e facendo con le dita il segno delle forbici. Flavia mi accompagnò per un breve tratto, poi mi disse che si era ricordata di un impegno improvviso e che doveva lasciarmi. Ma come, mi abbandoni così? le dissi deluso proprio in questo momento? E una questione molto importante. Non posso mancare. - mi rispose lei Temo che non potrò farti compagnia, ma non devi preoccuparti. Si tratta di una piccola operazione. Puoi cavartela anche da solo e vedrai che dopo starai molto meglio. Tutti i maschi che sono stati operati dicono così. Ero sempre più incredulo di fronte allinsensibilità che mostrava Flavia. Be, adesso devo proprio andare. concluse lei dandomi un bacio sulla guancia - Mi raccomando, comportati bene. Voltò le spalle e si allontanò nel buio della sera. In quel momento sentii una mano che afferrava la mia. Ti accompagno io, non ti preoccupare. - mi voltai e vidi il viso sorridente di Elvira Non è la prima volta che accompagno un uomo in questo posto. Guarda, le ragazze ti stanno salutando. Tornai a voltarmi e vidi che ragazze che mi avevano accompagnato mi stavano salutando con la mano. Qualcuna mi strizzava locchio e con le mani mi faceva il segno delle forbici. Adesso andiamo. mi disse Elvira stringendo la mia mano e conducendomi verso il centro. A questora sarà chiuso. mormorai Forse dovremo tornare domani. No, no. E sempre aperto, cè una equipe di turno a qualsiasi ora del giorno e della notte. mi rispose Elvira che sembrava conoscere molto bene quel posto. Due infermiere vennero ad accoglierci nellatrio. Ah, è di nuovo lei, signorina Elvira! Vi facciamo accomodare nella sala riservata. - ci dissero con gentilezza Dovrete attendere; lequipe in questo momento è impegnata, ma saremo in grado di effettuare la castrazione del signore entro una mezzora al massimo. Mezzora - mormorai Tra mezzora mi tagliano le palle. Non te la prendere. cercò di rincuorarmi Elvira Prima o poi passano tutti di qua. Siediti vicino a me. Io so come si devono aiutare e consolare i maschietti in questo momento. Hai visto come si è comportata Flavia? le domandai Mi ha mollato di colpo credevo che fosse diversa, che fosse una ragazza sensibile Sensibile?! Elvira sbottò in una risata Sì, sì, a certe cose è proprio sensibile! Cosa vuoi dire? domandai sconcertato. Te lo spiegherò dopo. Ma adesso non pensarci. Per fortuna cè Elvira qui con te, che sa come farti passare la malinconia. Sbottonati i pantaloni. Senza nemmeno rendermi conto di quello che stava succedendo mi sbottonai i pantaloni ed estrassi il mio grosso uccello. Ti è piaciuta la mia figa, con tutti i peli rossi? - mi sussurrò Elvira, seduta sul divano accanto a me, sollevando la gonna e mettendo in mostra il ventre e la peluria rossiccia Ti sei fatto una bella sborrata prima. Guardala: sta ancora colando il tuo sperma. Mi chinai tra le sue gambe e constatai che un rivolo di seme scendeva dalle labbra della vulva verso linterno delle cosce bianchissime della ragazza. Ti piacerebbe metterlo dentro ancora una volta? Guarda che questo è un favore speciale che le infermiere fanno per me, perché mi conoscono bene. E per questo che ci hanno dato mezzora di tempo. Di solito i maschi vengono castrati immediatamente. Le dottoresse che lavorano qui sono senza pietà, le selezionano tra le più convinte seguaci della politica del governo. Mentre parlavamo, Elvira aveva divaricato le gambe e aveva iniziato ad aprire con le dita le labbra della vulva. Guardala bene: è una figa bellissima, morbida, umida, accogliente. I maschi vanno pazzi per lei. Quando partecipo a una festa, quelli che stanno per essere castrati finiscono quasi sempre per venire a sborrare dentro di lei. Cè qualcosa che li attrae in maniera speciale. Sì, è bellissima, è una delle fighe più belle che abbia mai visto. mormorai eccitato, mentre mi inginocchiavo tra le cosce di Elvira e mi accingevo a penetrarla. Eccola, è tutta per te adesso. Mettimi luccello dentro e tienilo più che puoi. Ricordati che ti sto regalando lultima sborrata della tua vita. Non me lo feci ripetere. Infilai il cazzo in piena erezione tra le morbide labbra della figa di Elvira e iniziai a muovermi dentro di lei cercando di mantenere un ritmo lento. Sì, così, mi piace tantissimo. - mormorava la ragazza, in preda ad una eccitazione straordinaria Non sai quanto mi fa godere il fatto di sapere che sto per ricevere lultima sborrata di un maschio che sta per essere castrato. Rischio di impazzire, solo a pensarci. Sì, dai più veloce più veloce sborrami dentro non ce la faccio più sborrami dentro riempimi tutta Finii per essere travolto dalleccitazione di Elvira e spruzzai nella figa bagnata lultimo schizzo di sperma del mio uccello. Pochi istanti dopo entrò una delle infermiere e ci sorprese in quella posizione. E il suo turno, si accomodi nella stanza accanto. mi disse strizzando locchio alla mia compagna. Mi rialzai e mi diressi verso la stanza accanto. Nel breve percorso, mi guardai attorno alla ricerca di una eventuale via di fuga. Non cerchi di scappare. mi disse linfermiera, come se avesse capito le mie intenzioni Le uscite possono essere aperte dallinterno solo con speciali codici. Nessuno è mai riuscito a fuggire di qui. Le conviene stare tranquillo e dimostrarsi collaborativo, altrimenti dovremo usare misure di emergenza. Stai tranquillo. aggiunse Elvira E una faccenda di pochi minuti. Si tolga i pantaloni e si sdrai sul lettino. mi ordinò linfermiera. Posso tenere la camicia? domandai. Sì, ma la sollevi in alto, in modo da lasciare tutto laddome scoperto. Rassegnato, mi sfilai pantaloni e slip, tirai la camicia verso il torace e mi sdraiai sul lettino. Linfermiera sistemò le mie gambe su due bracci sollevati e divaricati, in posizione simile a quella ginecologica. Le fissò con delle chiusure metalliche a scatto, mentre le braccia furono bloccate con delle cinghie al bordo metallico del lettino. E tutto pronto. mi disse Mentre aspettiamo la dottoressa le faccio due piccole iniezioni nei testicoli, così perderanno la sensibilità e non sentirà dolore. Linfermiera afferrò una siringa già preparata e si avvicinò al mio ventre. Sentii lago penetrare attraverso la pelle dello scroto e infilarsi dolorosamente dentro uno dei testicoli. Ahi! Fa male! gridai. E questione di un attimo. replicò la ragazza trasferendo senza esitazione lago nel secondo testicolo Tra pochi istanti non sentirà più niente. Mentre linfermiera preparava i ferri per loperazione, Elvira si avvicinò al bordo del lettino sul quale ero inchiodato. Sollevò il vestito e mi mostrò la figa. Era ancora completamente bagnata e attraverso le labbra semiaperte stavano colando grosse gocce del mio seme. Annusala, baciala. Ti farà bene. mi disse. Seguii il suo consiglio. Voltai il viso dalla sua parte e cercai di aspirare il profumo del suo sesso eccitato. Non feci a tempo a baciarla perché la porta si aperse ed entrò una dottoressa in camice bianco. Mi castrò come avrebbe fatto con un maiale: senza nemmeno una parola di saluto si infilò tra le mie cosce, incise con il bisturi la pelle dello scroto e ne estrasse i testicoli che recise dai collegamenti con il resto del mio corpo. Fatto! esclamò con evidente soddisfazione consegnando le ghiandole allinfermiera, che subito dopo sbloccò le cinghie e i congegni che mi tenevano fermo sul lettino. Dopo loperazione Elvira mi accompagnò allufficio registrazione dove fu ufficializzata la mia nuova condizione di eunuco. La dottoressa di turno mi consegnò una confezione di antibiotico da prendere nei giorni seguenti e mi spiegò tutte le conseguenze delloperazione effettuata. (1 continua)
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