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POVERO MICIO!
Quando mia moglie mi aveva detto che non avrebbe più tollerato il gatto in casa se non avessi accettato di farlo castrare avevo cercato di oppormi, ma lei era stata irremovibile. E diventato una bestiaccia insopportabile. E aggressivo con noi e con tutte le gattine del vicinato. E poi spruzza dappertutto e mi sporca le poltrone e i tappeti. In fondo facendolo castrare facciamo solo il suo bene: le mie amiche mi hanno detto che i maschi castrati diventano dei giocherelloni affettuosi che non danno più problemi. Se non ti decidi a portarlo dalla veterinaria prendo le forbici e lo castro io! Così mi ero rassegnato, avevo infilato il povero micio in un cestino e lavevo portato nello studio di una veterinaria che abitava nei presi di casa nostra, una donna dalle forme rotonde e abbondanti e dal carattere gioviale ed espansivo, che mi invitò a superare tutte le mie perplessità su quelloperazione. Sua moglie ha perfettamente ragione. mi disse con un ampio sorriso Non sa quanti guai combinano a queste povere bestiole quelle palline in mezzo alle gambe. Se gliele togliamo facciamo loro il più grande regalo. Vedrà che il carattere del suo gatto cambierà subito, diventerà tranquillo, docile, affettuoso e lei rimpiangerà di non averlo fatto prima. E poi non gli facciamo nemmeno male. Venga qui, vicino al tavolo, così potrà assistere alloperazione. Mi sistemai a fianco del tavolo. La dottoressa preparava i ferri parlando con tono dolce e scherzoso al gatto. Eccolo qua il nostro gattone cattivo. Ma adesso noi lo facciamo diventare bravo. Gli facciamo una punturina qui, così non sente male poi un taglietto qui in mezzo e tiriamo fuori le palline sono loro che lo fanno diventare cattivo ecco la prima pallina birichina la tiriamo fuori e tagliamo il cordoncino e anche la seconda tagliamo anche questa ed è già tutto fatto Conclusa loperazione la dottoressa mi accompagnò alluscita e mi disse di portargli lanimale per un controllo dopo un paio di settimane. Vedrà che sarà contento aggiunse sorridendo e si convincerà che sua moglie aveva pienamente ragione. In effetti nei giorni successivi assistemmo ad una trasformazione del carattere del gatto tanto rapida ed intensa da lasciarci stupefatti. Nel giro di una settimana aveva rinunciato alle scorribande tra le femmine del vicinato, aveva smesso di spruzzare negli angoli della casa ed era diventato una sorta di cucciolone affettuoso che si acciambellava sulle nostre gambe facendo le fusa. Per festeggiare il cambiamento, mia moglie aveva messo al micio un grosso fiocco sulla testa e un collare che collegava ad un guinzaglio quando voleva convincerlo ad uscire con lei, vincendo la pigrizia che sembrava aver improvvisamente colto lanimale. Hai visto che avevo ragione: guarda comè cambiato! mi disse un giorno mia moglie invitandomi a portare il gatto alla visita di controllo. Non ce nè bisogno, sta benissimo. obiettai. No, no, è meglio portarlo. La dottoressa mi ha telefonato ieri sera e mi ha detto che è necessario un controllo. Ah, è con lei che parlavi ieri sera? Sei stata al telefono più di unora! Sì, la dottoressa è proprio una persona simpatica. Mi ha raccontato un sacco di cose del suo lavoro. Sta facendo degli studi molto interessanti sugli effetti della castrazione, unoperazione in cui si è particolarmente specializzata. Così rimisi il gatto nel cestino e mi presentai nello studio veterinario. La dottoressa mi invitò ad accomodarmi su una poltroncina. Posso offrirle qualcosa? Un caffè, un thè, un succo di frutta? Optai per un succo che la dottoressa mi fece portare dalla sua aiutante Eva, una giovane e attraente studentessa che faceva pratica in quello studio. La ragazza posò il bicchiere davanti a me, poi si voltò e, chinandosi per offrire la bevanda alla dottoressa, fece sollevare la minigonna cortissima proprio davanti ai miei occhi, mettendo in luce, oltre alle splendide gambe, un magnifico sedere e un morbido cespuglio che spuntava tra le cosce. Limprevisto spettacolo mi procurò una immediata e violenta erezione che non sfuggì allocchio attento delle due donne. Allora, è rimasto soddisfatto delloperazione? mi chiese la dottoressa fingendo di non aver notato la mia eccitazione. Oh sì, devo riconoscere che dopo che è stato operato il nostro gattone è diventato molto più docile, affettuoso. Mi dispiace di non averlo fatto castrare prima. Ha visto? Glielo avevo detto che avrebbe cambiato opinione. Mi fa molto piacere perché adesso tocca al padrone essere operato. Come scusi? mormorai incredulo chinandomi in avanti per poter ascoltare meglio. Nel fare questo movimento provai una strana sensazione, come se i miei muscoli fossero intorpiditi e faticassero a muoversi. Non si preoccupi. mi disse la dottoressa E leffetto del sedativo che abbiamo messo nel succo. La sua muscolatura si sta rilassando e in questo modo il nostro intervento sarà facilitato. Ma cosa avete intenzione di fare?! domandai sbigottito. Glielho già detto. mi rispose con calma e con il solito ampio sorriso la dottoressa Abbiamo intenzione di castrare il padrone del gatto. Ma voi siete pazze! esclamai cercando di sollevarmi dalla poltrona. Le gambe sembravano non essere più in grado di sostenere il mio peso. Vacillai rischiando di cadere di fianco, ma lassistente fu prontissima ad afferrarmi per un braccio e a rimettermi in posizione seduta. Stia tranquillo. E meglio che non si agiti. mi disse accarezzandomi con dolcezza i capelli Tanto ormai il calmante ha fatto il suo effetto e non può più opporsi alle decisioni della dottoressa. Che cosa! Ma io non mi lascerò mica castrare come un gatto! protestai e subito mi misi ad urlare per chiamare aiuto, o meglio, cercai di urlare ma mi accorsi che dalla mia bocca uscivano suoni flebili. Stia a sentire, cerchi di ragionare. mi disse la dottoressa Lha detto lei stesso che il carattere del suo gatto è migliorato e che si è pentito di non averlo fatto castrare prima. Dunque perché non fare la stessa operazione su di lei, con gli stessi benefici effetti? Sì, ma io non sono mica un animale. Quello che ho detto vale per il mio gatto, non per me! Vale per tutti i maschi, di tutte le specie. replicò la dottoressa scuotendo la testa E per gli uomini in modo particolare. Sapesse quanti uomini sono stati evirati in questa stanza. Sono entrati qui aggressivi come i loro gattoni e sono usciti docili e mansueti come dei teneri gattini. Noi li abbiamo aiutati a migliorarsi. Li abbiamo fatti smettere di pensare solo al sesso. Li abbiamo fatti smettere di spruzzare in continuazione il loro seme viscido e appiccicoso. Li abbiamo stesi su quel lettino e li abbiamo liberati dei testicoli per consegnarli alle loro compagne affettuosi e riconoscenti. Mia moglie non sarà contenta se mi fate questo! Oh sì, sarà contenta, molto contenta. Vedrà che verrà a ringraziarci. sorrise la dottoressa facendo un cenno alla sua assistente che mi afferrò sotto le ascelle per sollevarmi e trasportarmi verso il lettino. No, no, non voglio! cercai ancora di oppormi con una voce sempre più impastata. Su, su, faccia il bravo. mi disse la ragazza Tanto non è più in grado di opporsi. E poi vedrà che la dottoressa è bravissima, non le farà alcun male. Con insospettato vigore, la giovane assistente mi spostò verso il lettino, mi adagiò su di esso e mi sfilò pantaloni e slip. Guarda che razza di uccellone! mi disse la dottoressa accarezzando il mio arnese in piena erezione Eh, ho visto come guardava la mia assistente questo uccellone. O magari è un gattone, uno di quei gattoni nervosi e cattivi che spruzzano dappertutto. Ma adesso noi lo facciamo smettere di spruzzare. Oh sì, sì. Vedrà che quando le avremo tolto le palline qui sotto smetterà di spruzzare e smetterà perfino di pensare ai suoi spruzzi inutili. Sua moglie sarà contenta e non avrà più da pulire in giro. Io voglio ancora spruzzare! Non voglio smettere. Voglio farlo ancora! E lo farò ancora mille volte! replicai sforzandomi di sollevarmi. Ma le forze mi stavano ormai completamente abbandonando e a Eva bastava una leggera pressione delle mani sul torace per costringermi a rimanere sdraiato. Non lo farà più. Glielo garantisco. mi rispose la dottoressa con un atteggiamento sempre cortese ma molto risoluto Dopo il nostro trattamento smetterà di eiaculare e daltra parte si accorgerà lei stesso che in fondo quellattività non è poi così indispensabile per il suo benessere. Almeno fatemi partire ancora una volta mormorai rassegnato. Una volta sola?! Si accontenterà di una volta sola? mi chiese la dottoressa sollevando lindice con aria severa. Sì, una volta sola. mormorai rassegnato Lultima volta. Lassistente si avvicinò il lettino, impugnò il mio uccellone e cominciò ad accarezzarlo dolcemente. Le lacrime cominciarono a scorrere sul mio volto. Non faccia così. mi parlava dolcemente la ragazza Non pianga. Si abbandoni nelle mie mani. Vedrà che dopo sarà contento. Continuò ad accarezzarmi per un po con la mano, poi appoggiò le morbide labbra sulla punta del mio pene e in pochi secondi lo fece esplodere in lunghi getti di sperma che raccolse nella bocca fino allultima goccia. La dottoressa scosse il capo in segno di disapprovazione per quella pratica, ma la ragazza sorrise allungando una mano per accarezzare ancora i miei capelli. Poverino, sta per essere castrato, poi non potrà mai più fare degli spruzzi così. Almeno ne conserverà un buon ricordo. Vorrei farne ancora uno mormorai. Basta così! - rispose con tono improvvisamente secco e severo la dottoressa Adesso è ora di procedere. Passami il bisturi. Svuotato di ogni energia dal calmante che mi era stato somministrato e dal delizioso pompino, non potei opporre alcuna resistenza e fui castrato come unanimale indifeso. Mentre Eva mi teneva ferme le braccia, che in realtà non riuscivo nemmeno più a muovere, vidi le mani della dottoressa armate di un bisturi affilato infilarsi tra le mie cosce, estrarre uno alla volta i miei poveri testicoli e infilarli in un barattolo di vetro. Tutto fatto! commentò con evidente soddisfazione Adesso diventerà tenero e mansueto come il suo gatto. Ci vorrà un po di più di tempo per vedere gli effetti completi. Diciamo tre o quattro settimane. Allinizio sentirà ancora il richiamo della femmina, avrà ancora delle erezioni, forse riuscirà ancora ad eiaculare un po di sperma, quello che è rimasto nei serbatoi o nei condotti, poi piano piano si accorgerà che il suo uccello sta perdendo la sua forza, le erezioni diventeranno sempre più rare e comunque deboli, le eiaculazioni scompariranno del tutto, perderà interesse per le cose del sesso, il gattone forte e arrogante in mezzo alle sue gambe si trasformerà in un gattino tenero, che rinuncerà alle scorribande e preferirà rimanere nel suo cantuccio. Davvero non potrò mai più eiaculare? domandai angosciato. Glielho detto. Due o tre volte potrà ancora succedere. Qualche goccia di sperma, dipende da quanto gliene ha lasciato quella birichina di Eva. Poi magari ci saranno ancora delle emissioni di liquido prostatico, ma vere eiaculazioni di sperma, dense come quella che ha prodotto prima, non potrà più farne. Mi spiegò con pazienza la dottoressa. E non mi diventerà più duro per niente? Allinizio sì, diciamo che nelle prime settimane, se lo desidererà, sarà ancora in grado di avere rapporti sessuali completi, con tanto di penetrazione, ma in seguito incontrerà sempre maggiori difficoltà. Il suo pene tenderà a inflaccidirsi, non riuscirà più a completare lerezione e da un certo punto in avanti sarà troppo molle e non sarà più in grado di effettuare una vera penetrazione. Daltra parte a quel punto non proverà più interesse nemmeno per lo spettacolo che le ha offerto questa mattina Eva. Sarà diventato insensibile a queste cose. E terribile mormorai. E meraviglioso! mi corresse la dottoressa I maschi si castrano proprio per questa ragione, per modificare il loro carattere e dirottare verso scopi migliori le loro energie. Pensi che ci sono uomini che si sottopongono a estenuanti trattamenti di psicoterapia per migliorare la loro personalità e noi siamo in grado di modificarla con una operazione di pochi minuti, che non comporta dolore e che si richiede solo due punticini di suturazione. Non le sembra una cosa meravigliosa?! No, mi sembra una cosa ingiusta. Avete menomato la mia virilità Siamo alle solite, Eva. mi interruppe la dottoressa rivolgendosi con un moto di fastidio alla sua assistente - Tutti i maschi che passano su questo lettino intonano il loro piagnisteo perché non gli verrà più duro, perché non potranno più penetrare, non potranno più eiaculare Tutti materialisti ancorati ai luoghi comuni del cazzo duro, della sborrate Nessuno che sia in grado di comprendere il beneficio psicologico che gliene verrà, di capire che la virilità non è menomata come dite voi, ma è curata, migliorata, indirizzata verso altre forme di espressione che sono apprezzate dalle donne sensibili. Vedrà che anche sua moglie sarà contenta di questa trasformazione. Adesso le faccio una iniezione, così dormirà per un po e si risveglierà sereno e riposato. Un attimo dopo lago della siringa mi spedì nel mondo dei sogni. E nel sogno mi apparve mia moglie. Stava inginocchiata a fianco del lettino sul quale giacevo a gambe divaricate dopo essere stato castrato a mia insaputa e piangeva lacrime amare. Povero il mio tesoro mormorava tra i singhiozzi Ti hanno castrato per sempre, ti hanno strappato i bei testicoli di cui eri tanto orgoglioso. Non potrai più regalarmi i densi zampilli che tanto mi piacevano. Non potrai più penetrarmi e riempirmi con il tuo sperma caldo. La mia povera figa morirà di solitudine Riemersi dal sonno dopo alcune ore, riportato alla realtà da un intenso profumo che arrivava alle mie narici. Apersi gli occhi e vidi la bella assistente in piedi a fianco del lettino sul quale ero adagiato. Con una mano teneva sollevata la minigonna e protendeva verso il mio viso le cosce vellutate e il cespuglio profumato, con laltra accarezzava il mio piccolo uccello. Allungai il collo per avvicinarmi il più possibile alla fonte di quel profumo inebriante. La ragazza continuò per un po a maneggiare il mio affare cercando di suscitarne le reazioni, poi scosse la testa rassegnata. Povero uccellino, poche ore fa solo a vedere la mia cosina è diventato duro come lacciaio e adesso non si eccita nemmeno più a sentirne il profumo. Non gli piace più la fichina Sì, sì, gli piace ancora aspetta, accarezzami ancora un po La ragazza protese ancora di più il ventre verso il mio viso. Prova a leccarmi, forse riusciamo a svegliarlo ancora una volta. Vorrei fargli ancora un regalino. Allungai la lingua verso quelle labbra meravigliose, le leccai e spinsi il naso verso di esse per aspirarne tutto il profumo. Quando facevo quel gioco con mia moglie il mio uccello si allungava a dismisura e a volte partiva senza nemmeno toccarlo, ma in quella situazione sembrava diventato completamente insensibile. Poverino, non ce la fa proprio più! commentò Eva continuando ad accarezzarlo con dolcezza E troppo spaventato. Lho visto, sai, quando la dottoressa ha cominciato a castrarti si è messo a tremare: forse aveva paura che volesse tagliare anche lui. E poi è diventato piccolo, piccolo, cercava di nascondersi In quel momento sentimmo provenire dal corridoio delle voci femminili inframmezzate da risate. Riuscii a cogliere le ultime parole del dialogo. E andato tutto bene? Benissimo. Dopo labbiamo fatto dormire un po per tranquillizzarlo. E stato doloroso? No, labbiamo sedato subito. Non ha sentito nulla. Si è comportato bene? Cè stato un attimo di crisi, con qualche lacrimuccia, ma la mia assistente è molto abile e lo ha aiutato a superare il trauma. Eva si risistemò rapidamente la gonna e subito la porta si aprì ed apparve la dottoressa. Guardi chi cè. mi disse con aria festante e solo in quel momento mi accorsi che al suo fianco stava mia moglie. Si lanciò su di me baciandomi e abbracciandomi con aria felice. Che bella sorpresa che mi hai fatto, amore mio. La dottoressa mi ha telefonato per avvertirmi che hai deciso di farti castrare Veramente io non mormorai sforzandomi di uscire dal sonno. Sssssttt! mi ordinò mia moglie portando lindice alle labbra Non devi parlare. Devi riposarti adesso. Se me lo avessi detto, io ti avrei accompagnato, ti sarei stata vicino mentre la dottoressa ti operava, ti avrei incoraggiato, ti avrei tenuto la mano. Ma io Zitto, zitto! Ho capito benissimo. Volevi farmi una sorpresa. E stata una decisione molto coraggiosa. Chissà che paura e che male che hai avuto! Oh, no! intervenne Eva accarezzandomi i capelli e il torace La dottoressa non gli ha fatto male e lui è stato molto coraggioso. Ha voluto fare un ultimo spruzzo, poi si è acquietato ed è stato bravissimo. Che bravo! Non pensavo che fossi così coraggioso. mi disse mia moglie baciandomi sulle labbra Mi hai fatto un regalo bellissimo. Aggiunse sollevando il barattolo che conteneva i miei testicoli recisi e osservandolo con attenzione. Che belli! Li metteremo insieme a quelli del micio. Certo che erano proprio grossi! E per quello che ogni tanto eri così nervoso, ma adesso vedrai che starai meglio. La dottoressa mi ha spiegato tutto. Lo sai che non potrò più eiaculare mormorai. Sì, è meraviglioso. mi rispose lei battendo le mani per la felicità finalmente non dovrò più ripulire la casa dai tuoi spruzzi. Lo sai quante lenzuola mi hai sporcato, quanti asciugamani, quanti fazzoletti! Ma adesso basta, non devo più preoccuparmi né di te né del micio. Ma non mi diventerà più duro Che bello! Mi faceva sempre un po paura quelluccellone duro. Voleva sempre comandare lui. La dottoressa dice che ci vorranno ancora alcune settimane, poi smetterà di fare il prepotente. Diventerà un gattino docile e io gli farò tante coccole. Poi mia moglie si rivolse a Eva che stazionava ancora vicino al mio lettino appoggiando sul bordo le morbide cosce che spuntavano dalla minigonna. La dottoressa mi ha riferito che lei ha confortato mio marito in quel momento difficile. Sì, Eva è stata carina con me Grazie, cara, grazie di cuore per tutto quello che ha fatto. riprese mia moglie baciando la ragazza sulle guance. La dottoressa sorrideva davanti alla reazione entusiasta di mia moglie. Ha visto: glielo avevo detto che sua moglie sarebbe stata contenta del suo regalo. Ha avuto proprio una bella idea a farle la sorpresa. Adesso però la faccio dormire ancora un po, così poi si risveglierà in piena forma e di buon umore. Di nuovo fui spedito nel mondo dei sogni e di nuovo mi apparve mia moglie. Stava inginocchiata a fianco del lettino sul quale giacevo a gambe divaricate dopo essere stato castrato a mia insaputa, ma non piangeva. Sorrideva felice tenendo fra le mani il piccolo uccello che era stato reso inoffensivo da quelloperazione. Lo coccolava, lo baciava, lo accarezzava e gli parlava con dolcezza: Il mio gattino tenero. Ho sempre sognato di avere un gattino docile e obbediente. Un gattino morbido, che rimane sempre lì nel suo cantuccio. Non cerca di scappare. Si lascia prendere, stiracchiare, ripiegare su se stesso. Diventa così piccolo che quasi sparisce. E bellissimo. Anche a lui metterò un fiocchetto sulla punta e un bel guinzaglio colorato, come al nostro micio, e lo terrò sempre con me. Avrò in casa due bei micioni obbedienti e a questo farò fare le fusa nelle mie mani e lo ringrazierò sempre per il regalo che mi ha fatto.
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