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Nicola, ingegnere di 36 anni, castano, alto e dal fisico atletico, era di certo un bell'uomo. Sicuramente aveva un gran fascino e, negli anni, non aveva perso occasione per dimostrarlo: prima con tante donne poi, dopo la laurea, scopre la sua omosessualità, vissuta comunque a lungo in modo solo attivo, fino a quel fatidico momento.
Due anni prima aveva conosciuto Antonio, 54enne professionista, certo meno bello di lui (stempiato e grassoccio anche se raffinato nel vestire e nel porsi verso gli altri). Con Antonio aveva sperimentato l'amore e la fine di quella vita da "vitellone"; dopo la morte dell'amata mamma (che sognava, come tutte le madri, un figlio etero, sposato e padre di tanti bei bimbi-nipotini) era pure andato a conviverci. Aveva scoperto piaceri nuovi, il senso dell'appartenersi reciprocamente, dell'unire ed amalgamare le passioni spirituali e corporee: di una storia stabile, delle piccole gioie della vita quotidiana insieme, dello scoprire anche il "ruolo passivo" nel sesso... era finito così il retaggio della sua educazione ed aveva scoperto un nuovo Nicola... Nascondendosi al bigottismo di colleghi, amici e parenti, il buon Nicola aveva trovato "il suo uomo", e così era anche per Antonio, più riservato e rigoroso, ma altrettanto innamorato dell'anima e del corpo ("del petto, del culo, dello spirito"-amava dire) di Nicola. Sei mesi di convivenza stabile, con alti e bassi come i mariti e le mogli... sono pochi e, ahimé per Nicola, furono pure tanti. Antonio era geloso come certi maschi (ma anche femmine) della campagna: pronto a scenate incredibili, capace pure di violenza (così estranea al suo spirito gentile) per difendere il "suo" maschietto, il suo amato. Quell'errore proprio non ci stava, specie con un altro uomo: un collega di una città vicina, realizzato, bello, ricco e bisessuale. Aveva occhieggiato Nicola e lui non aveva saputo resistergli: dopo la cena l'aveva seguito nel suo albergo per vivere una notte di passione, di "volgare sesso" secondo Antonio. Una scappatella, una sola... cosa ne avrebbe saputo Lui? Niente, pensava Nicola, sbagliando: il portiere conosceva da tempo quel commerciante grassoccio e simpatico, ci veniva da decenni e c'era andato anche con lui, non seppe tenere la lingua a freno e raccontò. Al ritorno a casa, quel maledetto lunedì sera seguito a quella maledettissima notte di domenica, Nicola trovò Antonio nudo, quasi ubriaco, steso alla meno peggio sul divano davanti alla Tv. Era la prima volta, non l'aveva mai visto così... Sulle prime entrambi fecero finta di niente: "Ciao, è andata bene oggi?"-disse l'ingegnere-"Ma cos'hai? Ti sei sbronzato, brutto porco?"-soggiunse scherzando. Ma Antonio non rispose, sulle prime, aspettò, guardandolo negli occhi, poi gli disse, con tono perentorio e fermo: "sicuro di non dovermi spiegare nulla?". Nicola trasalì (non sapeva, non immaginava, che... lui sapeva!) e finse e divagò per un po'. Ma Antonio si mostrò perseverante ed attese la confessione che, puntuale, arrivò. Senza dir niente si alzò, prese le valigie e fece per andarsene; Nicola era in una crisi di pianto e paura, bloccato nel parlare, eccitato nel pensare a quell'esperienza, mortificato dell'aver offeso l'uomo che amava. Era attonito, bloccato mentre lo vedeva prepararsi ad una rottura insanabile, quando gli si buttò ai piedi, implorandolo di non lasciare finire quella storia, quella vita, che assieme stavano costruendo. Antonio apparve, all'inizio, irremovibile, poi, forse preso da passione, forse da quello strano sentimento di odio e rivalsa che si crea fra conviventi, gli offrì una via d'uscita:..."dovrai non poterlo fare più, né desiderarlo più, né immaginarlo più... devi darmene una prova ed una garanzia assoluta..." - "tutto quello che mi chiederai"- implorò Nicola - "tutto e davvero tutto: ma ti prego, non lasciarmi...". Antonio prese un bel respiro, prese pure uno sguardo fiero e di sfida e, senza cerimonie, gli disse: "se vuoi stare con me devi diventare un eunuco: senza pene e senza testicoli, senza strane follie e possibilità di "fare-il-maschio" come ti piace", a mio servizio per sempre..."- soggiungendo nella basita sorpresa dell'altro - "o questo o niente: nullo sessuale tu e maschio io, o niente...". Nicola tacque, singhiozzando per un paio di minuti, poi, facendosi coraggio rispose: "bene, non ti temo, farò quello che vorrai... dal mio culo ho imparato a godere e di queste cose che mi ritrovo nel davanti, hai ragione, è meglio che me ne liberi". Una scossa di eccitazione li percorse entrambi, si baciarono intensamente e poi, di fronte al suo amato, Antonio andò a prendere l'attrezzatura: bisturi, gas anestetici, disinfettanti e "climp" chirurgiche, suture e strani attrezzi. Evidentemente lo meditava da tempo... iniettò l'anestetico nelle vene di Nicola ed iniziò a succhiarlo, arrivando pure a metterselo dietro, godendo e facendo godere, prima che il partner cadesse nelle braccia del Morfeo farmaceutico. Aveva davvero studiato da prima: incise lo scroto, stando attendo alle vene, ed estrasse i due testicoli turgidi, uno dopo l'altro, estraendo i dotti spermatici e cauterizzando le vene. Poi subito richiuse con la sutura, come fosse un maiale nelle mani di un esperto allevatore. Toccò al pene: incise alla base la pelle, la tagliò dopo aver rimosso i corpi cavernosi fino alla punta. Tagliando quel pene che aveva amato piangeva, ma sapeva di essere nel giusto... Rimosse il fallo e, con una cultura medico-chirurgica inimmaginabile, chiuse tutti gli afflussi ematici e rimosse tutta la pelle. Gli costruì una fuoriuscita artificiale, col poco di uretra rimasta, per l'urina e per eventuali scoli prostatici. Ne aveva fatto un meraviglioso "nullo": bellissimo ma privo di ogni possibilità sessuale attiva, solo il suo pene avrebbe donato, di lì in poi, piacere a quel corpo miserabile. Venne il lento risveglio, vennero due lunghe settimane di recupero: Nicola mai chiese e mai si lamentò, in fondo era quello che voleva. Da allora in poi vissero felici: Nicola, ex-dongiovanni, capace solo di offrirsi, come quelle femmine che aveva scopato e disprezzato ed il buon Antonio che, umiliando e sottomettendo definitivamente l'amato, era tornato "Uomo.
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