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IL DONATORE
Pur avendo deciso di avere rapporti e frequentazioni sentimentali solo con il genere maschile, avevo conservato unamicizia molto speciale con una coppia di lesbiche, Angela ed Enrica. Passavo molto tempo a casa loro e spesso era invitato a fermarmi per mangiare o per dormire. Il nostro legame era veramente straordinario: ci raccontavamo le cose più intime, spesso le ragazze si divertivano a interrogarmi sulle caratteristiche della sessualità maschile, sul mio passato e sul mio presente, ed io mi accorgevo di riuscire a parlare con loro senza nessun imbarazzo di qualsiasi argomento. Anche loro si confidavano con me con una disinvoltura rara tra persone di sesso diverso, che forse era dovuta proprio al fatto che tra di noi era escluso il rapporto fisico, e ciò rendeva più intensi gli altri tipi di rapporti. Perciò fui molto sorpreso il giorno in cui le ragazze avviarono con me un inatteso discorso. Caro amico, dobbiamo confessarti che abbiamo bisogno di te, anzi del tuo pisellone? Che cosa? - domandai incredulo Voi avete bisogno del pisellone!? Sì, proprio così. Abbiamo deciso di fare un figlio, anzi due, abbiamo bisogno di qualcuno che ci fornisca il seme e abbiamo pensato a te. A me ma io non ho mai avuto quel tipo di rapporto con una donna lo sapete Ebbene, potrai provare con noi. rise Angela Noi non vogliamo avere a che fare con maschi bisessuali, abbiamo solo bisogno di seme e preferiamo che sia tu a donarcelo. Lo farai, vero? intervenne Enrica Contiamo molto su di te, sulla tua collaborazione al nostro progetto. Be, sì, se me lo chiedete lo farò. risposi riprendendomi dallo stupore. Probabilmente ci vorranno diverse sedute - proseguì con ironia Enrica In queste cose è difficile che vada a segno il primo colpo Certo. Penso che sia così. dissi Però è una richiesta molto impegnativa la vostra! Pensa, senza che nessuno lo sappia sarai il padre delle nostre bambine! Bambine?! E chi lo dice che saranno bambine? Be, noi ci speriamo. - mi rispose Angela Allora accetti la nostra proposta? Ci devo pensare. risposi. Per qualche giorno rimuginai dentro di me lincredibile richiesta delle mie amiche e alla fine decisi di lanciarmi in quella avventura. Iniziammo le sedute, come le chiamava Enrica, una domenica pomeriggio. Frequentando la casa delle due amiche avevo avuto spesso occasione di vederle nude, ma non mi ero mai trovato nella situazione di avere davanti a me una femmina a gambe larghe che mi offriva il suo sesso. Mi sentivo un po a disagio nonostante gli incitamenti di Enrica che stava sul letto e di Angela che mi accarezzava la schiena. Dai, non è difficile. mi diceva Angela Fattelo diventare duro, pensa alle cose che fai di solito con i maschietti. Pensa a quando lo metti nel culo al tuo fidanzato, è la stessa cosa Veramente io preferisco farmelo mettere nel culo obiettai. Dai, accarezzati un po, fattelo diventare duro! mi ripeteva Angela. Se non ci dai il seme che ci hai promesso ti tagliamo le palle! intervenne Enrica che stava a gambe larghe in attesa di essere penetrata dal mio uccello. Quella minaccia ebbe un effetto sorprendente. In un attimo fui in grado di entrare nella morbida figa di Enrica e di riempirla di sperma. Sei stato bravissimo. mi disse Enrica Pensa che non avevo mai avuto né desiderato un rapporto con un maschio in tutta la mia vita. Nemmeno io avevo mai fatto una cosa del genere. replicai. E mi sembra che abbiamo trovato proprio un buon donatore. aggiunse Angela ripulendo con un fazzoletto di carta il sesso dellamica dal rivolo di sperma che ne fuoriusciva. Il giorno successivo toccò ad Angela. Aveva una figa nera, molto pelosa. Penso che avrebbe provocato una erezione immediata a qualsiasi maschio sulla faccia della Terra, ma per me era diverso. Dai, mettimelo dentro come hai fatto con Enrica. mi invitava Angela, ma io stentavo a raggiungere lerezione. Improvvisamente Enrica mi afferrò da dietro le palle e le strinse con forza. Allora dobbiamo proprio tagliarti queste! Se non mantieni la promessa di essere il nostro donatore ti facciamo castrare Di nuovo quella minaccia ebbe il potere di provocarmi una istantanea erezione. Penetrai con facilità nella figa di Angela e lasciai anche a lei unabbondante donazione del mio seme. Certo che la minaccia di tagliarti le palle ha su di te un potere miracoloso! commentò ridendo Enrica. Sì, è vero, è una fantasia che coltivo nella mia mente fin da ragazzo. confermai. Ebbene, se ti comporterai bene, se sarai un donatore efficiente e ci metterai incinte, magari ti aiuteremo a realizzarla. Vero, Angela? Certo. rispose lamica Ti castreremo noi, appena avrai finito il tuo compito. Così non potrai più donare seme, sarai il nostro donatore esclusivo. Nelle settimane successive proseguimmo le nostre sedute. Il desiderio di rimanere incinte era talmente forte nelle ragazze che alcune volte mi costrinsero a ripetute donazioni nel corso della stessa giornata. Mi trattavano bene, mi coccolavano, cucinavano per me piatti deliziosi. Devi essere in forma. Devi produrre del seme di prima qualità. Lo sai che ne abbiamo bisogno! mi dicevano. La prima a rimanere incinta fu Angela. Ebbe un ritardo nel ciclo e le analisi confermarono che la gravidanza era iniziata. Da quel giorno dedicai tutte le mie energie ad Enrica. Il risultato tardava a venire e la ragazza mostrava segni di nervosismo. Se non mi metti incinta come Angela ti taglio le palle! mi minacciava. Finalmente anche lei si accorse che le mestruazioni erano in ritardo e potemmo festeggiare il raggiungimento dellobiettivo completo. Sei stato bravissimo. mi dissero le ragazze mentre brindavamo al successo del nostro progetto Adesso meriti di ottenere il tuo premio. Sei sempre daccordo sullidea di farti castrare? Sì, ci ho pensato spesso. confermai Sono deciso. Ma il tuo fidanzato cosa dirà? mi domandò Angela Già mi sembra un po nervoso per il fatto che passi tanto tempo con noi. Sì, è vero, in questo periodo era molto geloso, ma quando gli ho spiegato la situazione ha capito. E sulla faccenda della castrazione è informato? mi chiese Enrica. Sì, ne abbiamo parlato tante volte. Sognavo di essere castrato da lui, ma non ha il coraggio di farlo. risposi. Il coraggio ce lo mettiamo noi! - mi rassicurò Enrica Però possiamo chiedergli di partecipare, di essere presente. Oh, grazie! esclamai Non osavo chiedervelo, ma io e lui ne abbiamo già parlato. Allora invitalo a venire qui domani. mi dissero le ragazze premieremo il nostro donatore insieme. Carlo ci raggiunse il pomeriggio seguente. Enrica e Angela dissero che avrebbero voluto vederci fare lamore insieme prima di procedere alla mia castrazione definitiva. E che qui mi mancano alcune cose che piacciono tanto a Carlo Ma forse voi potete aiutarmi. dissi. Mi feci accompagnare da Enrica a cercare nel suo guardaroba e indossai alcuni pezzi del suo intimo più sexy: un reggiseno, un reggicalze, un paio di slip traforati e delle calze lavorate. Tutto di colore nero. Poi rientrammo nella sala dove ci attendevano Angela e Carlo. Il mio fidanzato mostrò di gradire molto il mio abbigliamento. Mi sfilò subito le mutandine, mi fece sistemare carponi e mi penetrò da dietro con colpi vigorosi, mentre con la mano accarezzava la mia pancia, le mie palle, il mio uccello che subito diventò duro. Sborrammo insieme, come spesso ci accadeva, lui nel mio culo e io tra le sue mani. Siete bellissimi. commentarono entusiaste Angela ed Enrica E si vede che avete un grande affiatamento. Ma perché vuoi farti castrare? Perché perché io vorrei diventare come voi risposi. Cioè? Cosa vuol dire? mi domandarono ancora. Vorrei avere anche io una figa come la vostra. Ne abbiamo parlato spesso con Carlo. Io ho sempre desiderato di essere castrato, di perdere le prerogative maschili, di smettere di sborrare, per essere pronto a compiere il passo successivo: farmi operare e farmi fare una bella vagina in cui accogliere il pene di Carlo e ricevere il suo seme. Se è così, è giusto che tu persegua il tuo obiettivo. - mi disse Enrica Ti castreremo noi e da qui potrà iniziare il percorso verso una nuova identità. Adesso sdraiati su questo tavolo. Obbedii e subito le ragazze mi legarono braccia e gambe in modo da impedirmi ogni movimento. Ma non è necessario dissi. E meglio così, è più sicuro. ribatté Angela. Posso farlo sborrare ancora una volta? chiese Carlo. Con il consenso delle ragazze, si chinò verso il mio ventre e mi fece un lungo e delizioso pompino. Schizzai nella sua bocca lultimo getto di sperma della mia vita, dopodiché Angela ed Enrica procedettero a incidere il mio scroto e ad estrarne i testicoli. E fatta! commentarono soddisfatte. Poche settimane dopo partii con Carlo per una località straniera dove lavorava un famoso chirurgo plastico. Mi amputò il pene e mi costruì una bellissima figa. Feci aggiungere dei trapianti di pelle presi dal cuoio capelluto, in modo che la mia figa potesse risultare pelosa come quella di Angela. Al ritorno la mostrai con orgoglio alle mie amiche, che nel frattempo avevano partorito due splendide bambine. Wow, è bellissima! commentarono entusiaste Lha già provata Carlo? Non ancora, non è ancora pronta, ma muoio dal desiderio di farlo sborrare dentro di me! Abbiamo una sorpresa per te! mi disse Angela, mostrandomi un barattolino ripieno di un liquido dentro il quale erano immersi i miei testicoli. Li riconosci? mi chiese Enrica Fagli ciao ciao con la mano. Obbedii alla scherzosa richiesta della mia amica. Le nostre amiche sono molto curiose e ci chiedono spesso chi è il papà delle nostre bambine. mi raccontò Angela Noi gli mostriamo il barattolino e rispondiamo: eccoli qui i papà delle nostre bimbe. Ma cosa sono? Ci chiedono loro incuriosite. Ma come, non li riconoscete? Sono testicoli. Abbiamo trovato un donatore e poi lo abbiamo castrato. Lo avete castrato? Ci chiedono ancora incredule. E come avete fatto? Semplicissimo, lo abbiamo legato su questo tavolo e gli abbiamo tagliato le palle. Ma lui non si ha cercato di ribellarsi? Altroché se ha cercato! Si contorceva, si dimenava, urlava, ma noi non abbiamo avuto pietà. Ci chiedeva di sborrare ancora una volta, ma noi gli abbiamo detto: hai già sborrato fin troppo nella nostra figa, adesso basta! E gli abbiamo tagliato le palline. Cosà non darà a nessuna altra il suo seme Io ridevo nel sentire il fantasioso racconto della mia castrazione. Col passare del tempo fummo presi anche noi dal desiderio di avere un figlio. Tu ci hai donato il seme e noi ti doneremo il nostro utero. mi dissero le ragazze Naturalmente Carlo dovrà fare il donatore Ma io impedii a Carlo di fare il donatore nella maniera tradizionale, come avevo fatto io mesi prima. Ogni giorno raccoglievo il suo seme in un piccolo recipiente e lo introducevo nella vagina delle mie amiche per mezzo di una apposita siringa. Fu Angela a rimanere incinta. Festeggiammo insieme levento e io ringraziai a lungo le amiche che avevano aiutato me e Carlo a trovare la nostra strada.
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